Italy's President Sergio Mattarella (L) greets Italy's Prime Minister Mario Draghi at the Quirinale presidential palace in Rome, Friday, Nov. 26, 2021, ahead of the French President visit. (Alberto Pizzoli / Pool photo via AP)
Non garantire ma decidere: ecco, il bipolarismo italiano dovrebbe essere (quasi) tutto qua, in questa dicotomia. C’è una frase nell’intervento di Carlo Calenda su queste pagine che dovrebbe diventare colonna portante di chiunque voglia fare buona politica. E, dico di più, di chiunque voglia fare buona politica da destra. “Sappiamo tutti - scrive Calenda - che la questione vera per l’Italia non è ‘garantire’ ma far accadere le cose. Abbiamo avuto ottimi presidenti della Repubblica negli ultimi trent’anni che non hanno però potuto evitare un declino drammatico del paese. La vera sfida – e la vera gloria – sta nella capacità di sbloccare finalmente un paese fermo da almeno tre lustri”.
Per dirla tutta, alla politica servono meno garanti e più decisori. Perché solo una politica davvero decisionista può far ripartire l’Italia. Solo una politica che abbia il coraggio di entrare nel merito del nostro futuro, che abbia il coraggio di investire, di dire i no o i sì che servono, può davvero dare speranza a un’Italia che, altrimenti, sarà sempre più periferia di imperi altri e lontani. Quel che serve è una politica che non si attardi a litigare su qualche anno in più o in meno sull’obbligo vaccinale, che non rincorra qualsiasi paura, ogni interesse. Serve una politica che abbia la forza del generale contro la debolezza del “particulare”.
