Milano, 31 lug. (askanews) – Una rilettura inedita dell’opera di Elliott Erwitt (Parigi, 1928 – New York, 2023), tra i più importanti fotografi del Novecento, andando oltre la dimensione che ne ha consacrato la fama internazionale per restituire il ritratto più intimo e personale dell’autore. La mostra “Elliott Erwitt. L’arte di osservare”, in programma dal 1 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027 al Museo Civico Archeologico di Bologna, è curata da Biba Giacchetti, prodotta e organizzata da Civita Mostre e Musei in collaborazione con il Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici del Comune di Bologna. Il progetto nasce dal desiderio di raccontare non soltanto il fotografo che ha saputo trasformare la quotidianità in immagini divenute patrimonio della memoria collettiva, ma soprattutto l’uomo dietro l’obiettivo: il padre, il marito, l’amico, il viaggiatore, l’osservatore instancabile della condizione umana.
Il percorso espositivo riunisce circa un centinaio di fotografie che attraversano l’intera carriera di Erwitt, affiancando ai suoi lavori più celebri un importante nucleo di immagini provenienti dalla sua collezione privata, molte delle quali mai esposte al pubblico. Il progetto intende offrire una nuova chiave di lettura della sua opera, mostrando come anche le fotografie più conosciute nascano da frammenti di biografia per superarne immediatamente i confini. Dal racconto intimo e profondamente personale di Erwitt emerge una fotografia universale: pur affondando le radici in esperienze private, le sue immagini isolano emozioni e sentimenti che appartengono all’intero genere umano, ed è questa capacità di parlare a tutti a renderle straordinariamente senza tempo. Più che una retrospettiva cronologica, Elliott Erwitt. L’arte di osservare si configura come un ritratto in movimento, capace di intrecciare memoria privata e storia collettiva, restituendo al pubblico la complessità di uno sguardo che ha segnato la fotografia del Novecento.








