MILAN, ITALY - DECEMBER 6: Police officers check Covid-19 health passes of passengers as new measures come into effect to fight the spread of Covid-19 and to boost vaccinations in Milan, Italy on December 6, 2021. (Photo by Piero Cruciatti/Anadolu Agency via Getty Images)

Il Decreto del Consiglio dei ministri che ha introdotto l’obbligo vaccinale per gli over-50 non ha scontentato solo i no-vax: ha anche provocato reazioni sdegnose in chi da tempo chiede un obbligo vaccinale “universale” quale soluzione definitiva al Covid. Diversi di questi ultimi, invece di rallegrarsi per l’ennesimo giro di vite governativo che viene incontro alle loro richieste, hanno accusato il governo di mediocrità, dilettantismo, debolezza. In particolare, le critiche sono state rivolte alla irrisorietà della sanzione per chi, pur dovendo, non si vaccina: appena 100 euro una-tantum.

Ma perché Draghi, che certo non è sospettabile di non conoscere l’importanza dei vaccini né di temere di dettare la linea, è così restio nell’imporre questo benedetto obbligo vaccinale per tutti, con controlli serrati e sanzioni pesanti per chi sgarra? E davvero un aumento della sanzione renderebbe il provvedimento più efficace? La risposta a queste domande ha probabilmente a che fare con l’insostenibile leggerezza delle norme, vale a dire col fatto che attribuiamo loro poteri che non hanno nei fatti ma – proprio perché crediamo li abbiano, o ci rifiutiamo di vedere che non li hanno – spesso funzionano.