MILANO. Addio a Franco Baresi, difensore icona e capitano del Milan tra anni ‘80 e ‘90 capace di vincere 6 scudetti, 3 coppe dei Campioni e 2 intercontinentali con la maglia rossonera. Aveva 66 anni e lottava da un tempo con una malattia Una sola maglia, di club, quella del Milan dalla stagione 1977-’78 fino al 1996-’97 con 532 presenze all’attivo vivendo il passaggio epocale della società nelle mani di Silvio Berlusconi. Un Milan capace, con Arrigo Sacchi in panchina e Fabio Capello poi, di vincere tutto in Italia, in Europa e nel Mondo. Baresi è stato anche un’icona della Nazionale, campione del mondo da comprimario senza mai giocare nel 1982 in Spagna e poi vice campione nella finale persa nel 1994 negli Stati Uniti contro il Brasile quando rientrò proprio per la finalissima dopo un infortunio ad inizio mondiale. In azzurro 81 presenze dal 1982 al 1994. Franco Baresi, originario di Travagliato, dal 2019 era diventato cittadino onorario di Sant’Angelo Lomellina dove fu invitato al “Salotto del libro” dal sindaco Matteo Grossi. «La finale dei Mondiali del 1994 l’ho giocata al 120%, anche se arrivavo dall’infortunio al menisco subito contro la Norvegia – aveva ricordato quel tardo pomeriggio di novembre a Sant’Angelo, Franco Baresi – Quando Sacchi mi chiese se ero pronto, risposi subito di sì. Il risultato lo conosciamo tutti, ma quella partita resta una di quelle che ho giocato meglio». Franco Baresi ricordava così il momento più amaro della sua carriera in azzurro, la finale persa ai rigori contro il Brasile negli Stati Uniti. Nei suoi racconti tornava spesso anche l’esperienza al Milan e la rivoluzione portata da Arrigo Sacchi: «Siamo passati dal metodo tradizionale di difendere, con il libero, al gioco offensivo di Sacchi che ci ha fatto vincere tutto. Quando arrivò al Milan non lo conoscevamo, ci faceva vedere i video del suo Parma per imparare». Del suo Milan dei grandi successi diceva: «Ho avuto compagni fortissimi: penso al Milan degli olandesi, con in più Boban, Savicevic e Papin, e poi a italiani come Maldini e Costacurta». E ricordava anche le sfide contro i campioni più grandi: «Indimenticabili i duelli con Maradona». Sul calcio moderno aveva osservato: «Il Var è uno strumento importante che aiuta giocatori e tifosi, ma ai nostri tempi non ce n’era bisogno perché gli arbitri li aiutavamo noi difensori a vedere il fuorigioco».Tra i flashback di Baresi anche un'amichevole del 5 gennaio 1989 a Motta Visconti, contro la Mottese: «Sacchi ci faceva sempre giocare in settimana contro squadre dei campionati minori, quella partita era la prima dell'anno e ha portato bene dato che poi abbiamo vinto coppa Campioni e scudetto».