“Il nostro obiettivo è portare l'IA nel mondo fisico e costruire il livello di intelligenza che può essere utilizzato da ogni robot, da quello che è su Marte a quello che sta facendo il tuo bucato”. Carolina Parada, che dirige la robotica di Google DeepMind, riassume così un'ambizione che fino a poco tempo fa sarebbe suonata come fantascienza.

Ora ha un nome.

Google DeepMind ha annunciato Gemini Robotics 2, la nuova famiglia di modelli di intelligenza artificiale progettata per dare un cervello ai robot. Il salto rispetto alla generazione precedente è evidente: fino a ieri i modelli del laboratorio londinese controllavano bracci meccanici collocati su un tavolo; ora muovono un intero umanoide, Apollo 2 di Apptronik.

Il robot cammina e si accovaccia. Può cambiare una lampadina, annodare un sacco della spazzatura e piegarsi per raccogliere una borsa dal pavimento. Riesce a farlo anche quando qualcuno sposta la borsa per metterlo alla prova, adattando i propri piani ai cambiamenti dell’ambiente.

Un robot che “pensa” prima di muoversi