TAPANAKORN KATVONG / EYEEM VIA GETTY IMAGES

Photo taken in Chiang Mai, Thailand

Con inconsapevole ottimismo a gennaio 2020 scrivevamo su questo blog che quell’anno avrebbe potuto segnare la ripartenza dei commercialisti. È più di un anno, invece, che non riusciamo a eleggere gli organi di rappresentanza locali e nazionali. Dapprima a causa di un ricorso amministrativo sul regolamento elettorale discriminatorio per la parità di genere. Quando tutto sembrava pronto per il rinnovo degli ordini locali e, a seguire, del consiglio nazionale, è intervenuto un nuovo ricorso, avente ad oggetto la legittimazione del consiglio nazionale che, in regime di prorogatio, non avrebbe potuto approvare il nuovo regolamento e indire le elezioni. Il TAR a ottobre dello scorso anno ha, così, nuovamente bloccato la tornata elettorale.

A dicembre scorso, a seguito delle dimissioni del presidente del consiglio nazionale Massimo Miani, interviene il commissariamento dell’Ente e l’indizione del prosieguo delle elezioni dei consigli locali fissate per il 20 gennaio. Ma, a sorpresa, irrompe nuovamente il TAR Lazio che, in accoglimento di un ricorso presentato da alcuni iscritti all’ordine di Roma (anch’esso commissariato), blocca nuovamente le elezioni, con decreto pubblicato il 4 gennaio. Gli ordini locali avevano tempo fino al 4 gennaio per cambiare le modalità di voto e più volte il Consiglio nazionale negli ultimi mesi aveva sollecitato gli ordini ad optare per il voto a distanza, visto l’aggravarsi della situazione Covid. Niente da fare. Nuovo stop.