Di: Telegiornale - Daniele Papacella / Tieffe La crescita dell’UDC nei parlamenti cantonali è evidente da anni, ma ora il cambiamento riguarda anche gli esecutivi. Con l‘ingresso di Piero Marchesi nel Consiglio di Stato ticinese e l’elezione, lo scorso giugno, di Valérie Favre Accola nei Grigioni, il partito rafforza infatti una presenza nei governi cantonali che per lungo tempo era rimasta inferiore al suo peso elettorale. Marchesi entrerà a Palazzo delle Orsoline come subentrante sulla lista comune di Lega e UDC. Il suo arrivo rappresenta l’ultimo tassello di un recupero iniziato dopo la frattura del 2008 e la nascita del Partito borghese democratico, che aveva indebolito la presenza democentrista negli esecutivi, mentre il partito continuava a guadagnare terreno nei parlamenti. Secondo la politologa dell’Università di Berna Rahel Freiburghaus, il risultato è frutto di una strategia precisa. “La strategia elettorale dell’UDC per la conquista dei governi sta portando i suoi frutti”, ha spiegato alle telecamere del Telegiornale. “Lo abbiamo visto a Soletta l’anno scorso e nei Grigioni quest’anno, dove all’ennesimo tentativo ha sfondato. Ma il caso ticinese dimostra che pure le alleanze permettono al partito di raggiungere l’obiettivo, portando i suoi esponenti nei governi”.Nei Grigioni sono serviti quattro tentativi per portare Favre Accola nell’esecutivo. A rendere più difficile la corsa, come a Soletta, è il sistema maggioritario adottato da 24 cantoni su 26, che premia i candidati capaci di raccogliere consensi oltre la propria base. In Ticino, invece, l’UDC ha beneficiato dell’alleanza con la Lega. La tendenza è quindi chiara, anche se il divario non è ancora colmato. “Vediamo che i mandati nei governi aumentano, ma rimane il fatto che, in rapporto alla sua forza in elezioni con il sistema proporzionale, rimane sottorappresentata negli esecutivi”, ha concluso Freiburghaus.
L’UDC avanza nei governi cantonali - RSI
L'UDC è in crescita nei governi cantonali: l'ingresso di Marchesi in Ticino, dopo Soletta e Grigioni, conferma la strategia del partito.








