di Daniele Priorigiovedì 30 luglio 20263' di letturaE ora? Come sarà la televisione (forse) orfana di Striscia La Notizia? Forse. Perché il dubbio resta sempre d’obbligo quando di mezzo c’è la voce libera, serpentesca, satirica, figlia della genialità di Antonio Ricci, rinata ogni volta dalle sue ceneri ma forse – come dicono quelli bravi – stavolta superata dalla generazione social, dai reel a getto continuo di Instagram, dai video di YouTube e dai meme che sfornano a velocità ormai decisamente artificiali quei contenuti che per quasi 38 anni il genio di Ricci ha regalato ogni sera dagli schermi di Canale 5. Era il 7 novembre del 1988 quando il telegiornale satirico esordiva con una stagione pilota, durata giusto un mese e andata in onda su Italia Uno. Una “striscia” di soli cinque minuti, figlia naturale del Drive In appena concluso, condotta da Gianfranco D’Angelo e Ezio Greggio che, allora certamente in maniera inconsapevole, prendeva nelle sue mani un’eredità che avrebbe conservato per quasi quattro decenni. Con la cockerina Has Fidanken che idealmente cedeva il testimone al pupazzone rosso, populista dall’accento ligure: il Gabibbo che ha insegnato a tutta Italia termini usati tra le crêuze genovesi come belin, besugo, rumenta.Striscia la Notizia, stop agli account social: mossa-Mediaset, è davvero finita?È davvero finita per Striscia la Notizia? Secondo un'indiscrezione riportata su X dal giornalista Claudio Pla...GLI ESORDI ESPLOSIVI
Striscia la Notizia chiude dopo 38 anni. Ma c'è un giallo... | Libero Quotidiano.it
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