Il numero degli occupati a giugno resta sostanzialmente invariato rispetto a maggio, sono solo mille in più. E la crescita dei disoccupati si accompagna al calo delle persone inattive. All’apparenza i numeri dell’Istat sembrano positivi e per questo hanno scatenato subito l’entusiasmo da parte del Governo.

Il numero degli occupati si conferma a 24 milioni e 310mila, ma “sotto alla stabilità del dato complessivo si muovono contratti, generi ed età” sottolinea Francesco Seghezzi, presidente di ADAPT (Associazione per gli studi internazionali e comparati sul diritto del lavoro e sulle relazioni industriali), su X. Si assiste infatti a una modifica nella composizione contrattuale. A spiccare è la crescita di 91 mila dipendenti a termine, un aumento che non si vedeva dal 2021. Ma una diminuzione di 46 mila unità permanenti e di 44 mila degli autonomi. Insomma si fanno più contratti a tempo determinato che fissi.

C’è poi il ritorno alla disoccupazione: +97mila persone in un mese. Seghezzi però invita a non leggerlo come un dato negativo infatti “i nuovi disoccupati vanno letti insieme al calo degli inattivi a – 103 mila unità”. Il dato quindi è rappresentativo di quelle persone che torna a cercare lavoro ma non riescono a trovarlo immediatamente.