di

Aldo Grasso

La produzione francese in sei puntate su Netflix mescola i generi per fotografare il momento in cui una società si accorge del proprio cambiamento

La serie Estate ’36 (L’Été 36, Netflix) non è soltanto un giallo in costume. È uno di quei prodotti francesi che praticano con disinvoltura la contaminazione dei generi. C’è il giallo, ma c’è anche (e molto) il melodramma familiare, il romanzo sociale, soprattutto il feuilleton sentimentale con redenzione favolistica.

Il delitto del procuratore Adrien Jacquart, trovato morto in un grand hotel affacciato sulla Promenade des Anglais a Nizza, è il dispositivo narrativo che consente alla serie di raccontare qualcosa di più ambizioso: il momento in cui una società si accorge del proprio cambiamento.