«I C-level capiscono un terzo di quello che voi cercate di dire». È con questo richiamo schietto e pragmatico che Maximo Ibarra, membro del Consiglio di Amministrazione di Mediobanca ed ex Amministratore Delegato di Engineering, Sky Italia, KPN e Wind, ha aperto il dibattito nel corso del primo incontro dell’Empowerment Program 2026 dei Digital360 Awards 2026 e i Cybersecurity360 Awards, svoltosi il 16 aprile 2026 e intitolato “Board Relationship”. L’appuntamento ha messo al centro del confronto l’evoluzione della governance aziendale di fronte all’impatto dell’intelligenza artificiale e alla crescente pressione normativa europea.I dati della survey presentata durante l’evento – condotta su un campione rappresentativo di 136 executive (120 CIO e 16 CISO) – fotografano una realtà in forte fermento ma ancora segnata da evidenti disallineamenti. Il 45% dei responsabili tecnologici non ha mai partecipato al CdA della propria azienda, mentre solo il 7% vi perviene in maniera continuativa.Parallelamente, il 58% degli intervistati ritiene che il CdA comprenda poco o per nulla i temi ICT e cyber. Tuttavia, tra quel 55% di manager che ha avuto accesso alle riunioni del vertice, ben il 90% dichiara che le proprie raccomandazioni hanno influenzato le decisioni strategiche del Board o del Comitato Rischi.Il nodo centrale non risiede dunque nella mancanza di interesse istituzionale, ma nella capacità dell’IT di tradurre la complessità tecnologica in un linguaggio orientato al valore d’impresa, alla continuità operativa e alla gestione del rischio.Indice degli argomenti
AI governance aziendale: la strategia tra CIO, CISO e Board
Come strutturare la AI governance aziendale definendo il ruolo di CIO e CISO e la responsabilità del Board di direzione.
45% dei CIO italiani assente dal CdA; il 90% influenza le decisioni se vi accede. Gap: difficoltà nel comunicare valore IT. NIS2 spinge CIO/CISO nel Board per AI governance. Evoluzione: da supervisori a facilitatori strategici con linguaggio business.









