Domani, venerdì 31 luglio, alle 18,30, il Museo Diocesano Arborense di Oristano si prepara ad accogliere la serata conclusiva dell'undicesima edizione del Premio internazionale d'arte contemporanea Dino Marchionni, nato per onorare la memoria dell’incisore – urbinate d'origine, ma sardo d'adozione dopo essersi trasferito a Villacidro negli anni Cinquanta, dove visse fino alla morte. Il concorso si svolge per il secondo anno consecutivo a Oristano perché la sede storica della manifestazione, il Palazzo Vescovile di Villacidro che ospita il Museo Magmma, è ancora interessata da lavori di ristrutturazione.

Il legame tra Oristano e l'artista, del resto, non è casuale né recente. Fu proprio in città che Marchionni, negli anni Settanta, trovò terreno fertile per la propria attività: nel 1973 espose in una mostra personale al "Cenacolo" di via Dritta, spazio animato dal concittadino urbinate Tino Biselli. Più tardi, nel 1986, la Pinacoteca Comunale di Piazza Eleonora ospitò la sua prima grande antologica.

Anche quest'anno la partecipazione al Premio è stata numerosa: 410 le opere iscritte, giunte prevalentemente da tutta Italia, suddivise nelle due sezioni tradizionali, Grafica e Pittura. Di queste, quaranta – venti per ciascuna categoria – hanno superato le selezioni e approderanno alla finale di domani.