Eruzione dell'Etna con nube di cenere dal cratere Voragine alta 7 chilometri, non ci sono ripercussioni sull'aeroporto di Catania

Simone Vazzana

Giornalista professionista. Ha lavorato per importanti testate e tv nazionali. Scrive di attualità, soprattutto di Politica, Esteri, Economia e Cronaca. Si occupa anche di data journalism e fact-checking.

Nuova eruzione dell’Etna. Secondo quanto emerso dal monitoraggio costante fornito dall’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), il fenomeno era iniziato alle prime ore del mattino di giovedì 30 luglio con un graduale incremento dell’attività stromboliana dal cratere Voragine intorno alle 3:30, evolvendo rapidamente in una fase parossistica caratterizzata da intense fontane di lava e dalla formazione di un piccolo flusso piroclastico direttosi verso la desertica Valle del Bove. L’eruzione ha generato una maestosa nube di cenere vulcano-gas alta circa 7 chilometri sul livello del mare, che i venti in quota hanno spinto verso il quadrante nord-occidentale del vulcano, causando deboli ricadute di ceneri sugli abitati di Bronte e Cesarò. Come spiegato dal direttore del Dipartimento Vulcani dell’Ingv, Stefano Branca, questo evento s’inquadra pienamente nel periodo di ripresa dell’attività vulcanica intrapreso a fine giugno proprio a partire dal cratere Voragine, mantenendo i parametri di monitoraggio entro una forbice compresa tra valori medi e alti. Allo stato attuale, le fontane di lava si sono concluse e l’attività stromboliana appare nettamente ridotta, mentre l’ampiezza media del tremore vulcanico, pur evidenziando un rapido decremento dopo il picco registrato in mattinata, resta tuttora attestata nella fascia dei valori elevati. Al momento, nessuna ripercussione sull’aeroporto di Catania.