Il caso è scoppiato a inizio luglio. I giornali polacchi l’hanno chiamata “la truffa napoletana”, alla lettera przekręt neapolski. Si tratta di un fenomeno diffuso da circa dieci anni, ossia il boom di auto e scooter che girano nel capoluogo campano con targa polacca, circa 40 mila veicoli sui 68 mila censiti in tutta Italia. Ma il governo di Varsavia, come raccontato dal Post, ha acceso i riflettori sul caso ed è pronto a un giro di vite, tanto che sono già scattate indagini e arresti per alcuni periti in Polonia. Il sistema sta comportando un aggravio dei costi per lo Stato con il rischio di aumenti per le polizze per gli automobilisti polacchi.

La “truffa napoletana” (copyright della stampa polacca) è il sistema ideato tempo fa per risparmiare sul caro assicurazioni. In realtà, l’origine è al Nord Italia, un escamotage allora utilizzato dai possessori di bolidi di grossa cilindrata per ridurre la spesa del super bollo. Il sistema ha visto a Napoli un’ampia diffusione negli ultimi cinque anni: nel 2024 erano stimate 35mila targhe polacche all’ombra del Vesuvio e, nel 2025, sono state 14 mila le nuove targhe straniere iscritte al Reve (registro dei veicoli esteri). Oltre alle targhe con la sigla PL della Polonia (molto gettonate anche nel casertano), in tanti circolano a Napoli con la sigla CZ (Repubblica Ceca) e BG (Bulgaria). E proprio con questi ultimi paesi viene replicato lo schema già adottato con gli intermediari polacchi.