Le indagini condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli hanno portato al sequestro di beni per 7,8 milioni di euro nei confronti di uno dei due indagati, accusato di aver creato una holding personale occulta con lo scopo di condurre alla bancarotta cinque società.
I reati contestati e il sistema illecito I militari, agendo su impulso della Sezione Criminalità Economica della Procura partenopea (proc. aggiunto Alessandro Milita, pm Valentina Maisto), hanno posto sotto sigilli liquidità, partecipazioni e aziende. Ai presunti responsabili sono contestati numerosi reati: dalla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, alla bancarotta fraudolenta, all'emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, alle false comunicazioni sociali e alla mancata esecuzione dolosa di provvedimenti giudiziari.Le indagini avrebbero ricostruito un articolato sistema fraudolento nella gestione di una società attiva sia nei servizi digitali sia nella commercializzazione per la filiera vitivinicola, poi sottoposta a liquidazione giudiziale.Svuotamento e trasferimenti sospetti Gli indagati avrebbero progressivamente svuotato il patrimonio aziendale a danno dei creditori, trasferendo senza corrispettivo interi rami d’azienda – comprensivi di rapporti commerciali, beni, know-how e una parte della forza lavoro – a una società formalmente autonoma ma riconducibile ai medesimi interessi e operante nello stesso settore.Secondo l’accusa, sono stati inoltre distratti fondi con compensi non giustificati, utilizzate fatture relative a operazioni inesistenti e si è proceduto in modo sistematico all'omissione del versamento di imposte e contributi, generando danni rilevanti per l’Erario.La ricostruzione degli investigatori Dalle attività della Guardia di Finanza emergerebbe la predisposizione di bilanci falsi per occultare la reale situazione economica e ottenere finanziamenti garantiti dallo Stato senza averne diritto.Le verifiche hanno messo in luce una rete di partecipazioni societarie anche estere, tutte riferibili al principale indagato, oltre a una serie di atti simulati e intestazioni fittizie mirate a eludere l’azione degli organi giudiziari e i vincoli della procedura concorsuale.Le indagini proseguono per definire compiutamente il perimetro delle responsabilità penali e il danno economico complessivo per i creditori e lo Stato.






