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Nelle piazze di Roma, anche e soprattutto in quelle appena riqualificate, fa troppo caldo. Se ne sono accorti persino oltreoceano, visto che martedì l’emittente statunitense «Cnn» ha dedicato a piazza Risorgimento un reportage che descrive la situazione a un anno e mezzo dall’inaugurazione dell’opera, finanziata con 14 milioni del Giubileo. «Doveva essere un paradiso verde in cui le persone potessero trovare riparo dal caldo», esordisce la cronista in un video pubblicato sui social della Cnn, mostrando alcuni rendering del progetto in cui si vedono alberi, fontane e sedute all’ombra. Invece «il verde è morto, i nebulizzatori e le fontane non ci sono proprio e le panchine sono troppo calde per sedercisi sopra». Un vero e proprio flop, insomma, secondo la tv americana. Ma i romani se ne erano già accorti.

Il Tempo lo scorso 18 luglio ha pubblicato un reportage con le fotografie delle principali piazze del Centro immortalate con la termocamera, uno strumento a infrarossi in grado di rilevare l’energia termica emessa da qualsiasi oggetto, traducendola in un’immagine: i colori più caldi, ovviamente, indicano le aree dove la temperatura è più elevata. E proprio la «nuova» piazza Risorgimento risultava tra le più inospitali, con la massima che nel pomeriggio sfiorava i 63 gradi centigradi e una media di circa 55 gradi, al pari di un’altra zona appena riqualificata: quella davanti alla stazione Termini. Anche lì - guarda caso - sia in piazza dei Cinquecento che in piazza della Repubblica Comune e Anas hanno avuto grosse difficoltà a far sopravvivere gli sparuti alberi collocati principalmente all’interno di vasi. Quelli morti quasi subito sono stati sostituiti ma il problema si è ripresentato questa estate.