Alexander Zverev spiega come è cambiata in lui la percezione di Jannik Sinner: prima era ben felice di affrontarlo, visto che ci vinceva sempre. Poi è cambiato tutto, in particolare sul “punto debole” dell’altoatesino.

Non deve essere facile, per qualcuno che è il numero due al mondo nel suo sport e che ha appena vinto al Roland Garros qualcosa che è per pochissimi, accettare che un altro giocatore sia così abissalmente superiore fino al punto che non solo gli altri non hanno alcun dubbio al riguardo, ma lui stesso è profondamente convinto di appartenere a un'altra categoria.

Alexander Zverev ha detto – dopo il trionfo a Parigi – che adesso sa che può vincere uno Slam e dunque è entrato in una nuova dimensione mentale. E tuttavia, quando Jannik Sinner e anche Carlos Alcaraz sono presenti in tabellone, le cose non stanno esattamente così. Del resto basta ascoltare cosa dice oggi di Sinner, per capire come nella sua mente ci sia uno stato di sudditanza. Com'è cambiato l'umore di Zverev negli ultimi anni quando sa che deve giocare con Sinner "Contro Sinner, all'inizio della carriera, giocavo con grandissima voglia. Immaginate un po', c'erano tempi in cui ero contento di doverlo affrontare – spiega il 29enne tedesco con una risata amara – Beh, adesso ho perso contro di lui le ultime sette o otto volte".