di
Matteo Castagnoli e Pierpaolo Lio
L'uomo, 77anni, vive nello stesso complesso del ragazzino: il pm aveva chiesto il carcere. Il giovane attirato con la scusa di imparare l'arte dello scatto: dopo gli abusi ha raccontato tutto ai genitori
L’ha invitato in casa sua con una scusa. E la vittima, un giovanissimo di 14 anni, si è fidato. D’altronde sono vicini di casa. Si conoscono, e si incrociano nel complesso di palazzi in cui vivono all’estrema periferia ovest della città. Ma è stato quando il 14enne è entrato nell’appartamento dell’uomo, un fotografo, che sono iniziati gli abusi. E quell’appuntamento per insegnargli i segreti dell’arte dello scatto, lui che lo faceva di professione, per il ragazzino si è trasformato in un incubo. Sotto choc, la vittima è riuscita a tornare a casa, a confidarsi coi genitori e a denunciare quanto è avvenuto. Dopo un mese di indagini, gli agenti della polizia locale hanno arrestato il responsabile delle violenze. Si tratta di un 77enne, vicino di casa del giovanissimo, ora finito agli arresti domiciliari.
L’episodio risale al 25 giugno scorso. Quel giorno l’uomo aveva chiamato a casa sua il ragazzo. I due si conoscevano, abitando a poca distanza. Per questo il 14enne aveva accettato l’invito, ovviamente ignaro di cosa sarebbe successo e delle reali intenzioni del vicino. L’arrestato infatti l’aveva convinto con una scusa. Gli aveva detto che gli avrebbe insegnato a fotografare e a saper valutare uno scatto. Appena il ragazzino ha varcata la porta di casa, tutto è però cambiato. In un attimo. È stato costretto a spogliarsi. Poi sono iniziati gli abusi sessuali. Che sono proseguiti anche quando il 14enne, sotto choc, è stato riaccompagnato fuori dall’appartamento, verso l’ascensore. Vittima e arrestato infatti abiterebbero nello stesso complesso di condomini, ma non nello stesso stabile, con ingressi quindi separati.







