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Il quadro delle accuse è chiaro e sussistente. Però la capacità di inquinare le prove e reiterare i reati è stata una sorta di fuga in avanti, perché era già in pensione dal suo ruolo apicale alla Chirurgia plastica del Policlinico, e non poteva più condizionare lo svolgimento delle indagini.

Ecco perché la 6° sezione penale della Cassazione ha detto in sostanza “no” agli arresti domiciliari per il chirurgo plastico Francesco Stagno d’Alcontres, quando ai primi di giugno ha rispedito al mittente il provvedimento del tribunale del riesame che li aveva confermati. Adesso sappiamo, con il recente deposito delle motivazioni di quella decisione, come hanno ragionato i giudici romani, che all’epoca hanno dato dei parametri precisi per il nuovo pronunciamento. E in effetti i giudici de libertate nel secondo “verdetto” del 25 giugno hanno revocato gli arresti domiciliari per il medico. Che fu arrestato il 5 dicembre 2025 nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Messina guidata da Antonio D’Amato per corruzione, concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità e truffa. Con al centro il “do ut des” con le case farmaceutiche e medicali per l’organizzazione di un convegno medico nazionale della Sicpre, in cambio delle forniture nel reparto che dirigeva.