Almeno otto persone, tra cui due bambine, sono state uccise in un esteso attacco russo con missili e droni contro diverse regioni dell’Ucraina. I bombardamenti hanno raggiunto anche Kyjiv e Leopoli, nell’ovest del paese, e hanno spinto la Polonia a far decollare alcuni aerei militari per proteggere il proprio spazio aereo. Il bilancio più grave è stato registrato vicino a Kryvyi Rih, città natale del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Un missile balistico Iskander M ha colpito l’abitazione di una famiglia numerosa nel villaggio di Radushne, uccidendo sei persone. Fra le vittime ci sono due bambine di cinque e dodici anni. Altre otto persone sono rimaste ferite, compresi due minori. Oleksandr Vilkul, capo dell’amministrazione militare di Kryvyi Rih, ha detto che il missile era stato lanciato dalla regione russa di Voronezh. Ha inoltre avvertito che il numero delle vittime potrebbe aumentare mentre i soccorritori proseguono le ricerche tra le macerie.

A Kyjiv una persona è morta e tre edifici non residenziali hanno preso fuoco, secondo il sindaco Vitali Klitschko. Le prime esplosioni sono state udite poco dopo l’una di notte. Durante l’allarme molte persone si sono rifugiate nelle stazioni della metropolitana, dove alcune famiglie hanno trascorso la notte su coperte e all’interno di piccole tende. Un’altra persona è stata uccisa a Poltava, dove è stato colpito un terminale dell’azienda postale Nova Poshta. A Leopoli alcuni edifici residenziali sono stati danneggiati e più di dieci persone sono rimaste ferite. Il sindaco Andriy Sadovyi ha riferito che diverse persone erano rimaste intrappolate sotto un edificio e che alcuni residenti stavano collaborando con i soccorritori nella rimozione delle macerie.