HomeReggio EmiliaCronacaProsciolta la bancaria e il maritoSparirono 1,4 milioni dai conti di alcuni clienti che avevano firmato fogli in bianco: accolta la tesi della difesaIl giudice Giovanni GhiniRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciÈ stata emessa una sentenza di non luogo a procedere per l’ex dipendente bancaria dell’Unicredit di Castelnovo Monti e il marito, accusati dalla Procura di aver sottratto ai clienti della banca una cifra totale sul milione e mezzo di euro (per la precisione, un milione e 447mila).

I soldi erano spariti dai conti di sette correntisti soprattutto anziani, nel periodo 2015-2018, fatti per i quali la coppia, difesa dall’avvocato Giovanni Tarquini, è stata accusata di furto con le aggravanti del danno patrimoniale rilevante, dell’abuso di prestazione d’opera e dell’utilizzo di un mezzo fraudolento.

Al termine dell’udienza predibattimentale ieri il giudice Giovanni Ghini li ha prosciolti entrambi perché "il fatto non è più previsto dalla legge come reato". Il riferimento è a una parte dell’imputazione, in cui si scrive che, dopo aver avuto la firma in bianco dei clienti, la moglie compilò indebitamente i campi necessari e dispose numerosi pagamenti dalle loro coordinate, permettendo al marito di ottenere i soldi attraverso le proprie società, il tutto tramite assegni circolari e bonifici. La banca Unicredit si è costituita parte civile affidandosi all’avvocato Massimiliano Iovino. Il pubblico ministero ieri ha chiesto il rinvio a giudizio, ritenendo provata l’accusa di furto. L’avvocato Tarquini ha sostenuto che il caso poteva essere inquadrato in falsità in foglio firmato in bianco relativo a un atto privato (il cosiddetto ’biancosegno’), reato che però è stato abrogato e ora rappresenta un illecito solo in sede civile; a suo dire questa condotta non fu funzionale al furto ma si limitò solo alla compilazione dei moduli.