La luna di miele è finita giovedì 23 luglio 2026. Per la prima volta la sindaca di Genova, Silvia Salis, astro nascente della politica italiana, è stata duramente criticata dai suoi alleati. È successo proprio qui, nella città che amministra, dove la tassa rifiuti sarà più alta in media del 5,7% per ogni famiglia. «La notizia di un aumento della Tari, mai espressa dal Comune ai tavoli di confronto e appresa a mezzo stampa, rappresenta un fatto grave sia nel merito sia nel metodo» ha scritto la Cgil in un comunicato poi sparito dai portali ufficiali. Come se si trattasse di un caso di lesa maestà. È la prima volta che la sindaca deve difendersi dal fuoco amico. È un’estate dura per la Superba. Quando la città incomincia a svuotarsi, quello che resta in vista sono i problemi. L’aumento della Tari segue l’aumento dell’Imu, che segue l’aumento dell’addizionale Irpef, che segue l’aumento della tassa di soggiorno, che segue l’aumento delle tariffe del trasporto pubblico. Una città più cara. Ma non più sicura. L’ultimo real della sindaca Salis, uno di quei video auto promozionali da postare su Instagram, è dalla Darsena del Porto Antico: «Un’area che continua a soffrire per fenomeni di degrado, di spaccio e di microcriminalità. Vogliamo invertire la rotta in modo radicale. Abbiamo lanciato il progetto Darsena H24 con la nostra polizia locale». Ci sarà un presidio fisso. Ma certi problemi ormai stanno esplodendo. Al punto che i residenti del complesso residenziale del Cembalo, proprio lì davanti, hanno deciso di pagarsi una vigilanza privata. E anche quelli che vivono di fronte, nei carrugi dei dannati del crack, stanno organizzando delle passeggiate per riprendersi la città.