Il tribunale di Nola ha archiviato la terribile storia della piccola Giulia Loffredo, la bambina di soli nove mesi trovata esanime dal papà, la sera del 15 febbraio 2025, sul pavimento della camera da letto, in un alloggio del popolare Rione Ice Snei, ad Acerra. Secondo i magistrati non ci sono dubbi: Giulia fu uccisa dal cane di casa, un pitbull chiamato Tyson, mentre dormiva nel letto matrimoniale della camera dei suoi genitori, accanto al padre ventiquattrenne Vincenzo, un barista, anche lui piombato in un sonno profondo. La mamma, Angela Castaldo, era fuori casa per motivi di lavoro.
La Procura di Nola indagò Vincenzo Loffredo per omicidio colposo, condotta negligente e omessa vigilanza. Ma alla fine il pubblico ministero Martina Salvati e il gip del tribunale, Fortuna Basile, hanno rispettivamente chiesto e disposto l’archiviazione totale del caso. Secondo i magistrati Giulia fu soffocata e uccisa dal cane di famiglia mentre dormiva sul letto matrimoniale dei suoi genitori, accanto al padre. In quel momento la madre, Angela, ventitré anni, stava svolgendo l’attività di cameriera in una pizzeria della zona. «Il decesso della piccola Giulia - scrive il pm - fu causato dalla stretta al collo esercitata dal morso dell'animale che ne causò la morte per asfissia a seguito di arresto cardiocircolatorio. Il cane uccise la bambina esattamente come uccide un lupo, con una morsa denominata “bite and hold”, mordi e trattieni». Acerra, bimba uccisa dal pitbull: «Non ha il collo spezzato» La tragedia Giulia fu afferrata al collo da Tyson mentre dormiva accanto al padre. L'animale trascinò la bambina sul pavimento e le morse la testa cinque volte, quando ormai era già deceduta. Le tracce del dna della bimba furono trovate dai periti tecnici dell’Asl Napoli 2 Nord sia tra le mandibole del pitbull che nelle sue feci. Il padre Vincenzo fu indagato per omicidio colposo, condotta negligente e omessa vigilanza.«Da allora ho vissuto un inferno - fa sapere Loffredo attraverso il suo legale, Luigi Montano -. I media, soprattutto le trasmissioni televisive nazionali, fecero serpeggiare il sospetto che avessi fatto di tutto per proteggere il mio cane. L’archiviazione è la fine di un incubo giudiziario ma il dolore causato dalla perdita di Giulia mi ha distrutto per sempre». La tragedia ha stravolto la famiglia. Dopo la morte di Giulia, la madre Angela lasciò Vincenzo e si è trasferita fuori regione. Acerra, bimba sbranata dal pitbull: dissequestrata la sua abitazioneGli inquirenti hanno escluso anche l’aggravante della negligenza del papà «perché non c'è nessuna norma che impedisce di tenere in casa un pitbull» e perché «quella sera il cane tenne una condotta estemporanea e imprevedibile». Inoltre, sempre secondo i magistrati, il fatto che Vincenzo Loffredo fosse risultato positivo al test dell'hashish non influì sulla tragedia a causa del comportamento inaspettato dell’animale. Stando ancora ai motivi della richiesta di archiviazione «Giulia era comunque tenuta in custodia dal padre sul letto matrimoniale in attesa dell'arrivo della mamma dal lavoro». «L’archiviazione - commenta l’avvocato Luigi Montano - è il risultato di una linea difensiva che ha sempre mantenuto un atteggiamento molto collaborativo con gli inquirenti proprio per non intaccare le indagini. Ci sono però da evidenziare tutte le falsità dette da certi media sul conto del mio assistito, falsità che sono state smentite in pieno».






