Svolta nelle indagini istituzionali sul decesso dell’ex capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena. Nel mese di settembre la Commissione parlamentare d’inchiesta ascolterà in audizione Nicolino Grande Aracri, storico vertice della ‘ndrangheta cutrese e attualmente recluso al 41-bis nel carcere milanese di Opera. A confermare il passaggio è stato il presidente dell’organismo d’inchiesta, Gianluca Vinci, intenzionato a verificare la tenuta di alcuni spunti emersi nel corso delle attività istruttorie.L’attenzione degli inquirenti è rivolta in particolare alla cosiddetta “pista mantovana”, un filone d’indagine che intreccia contesti di criminalità organizzata ed elementi documentali risalenti al periodo in cui si consumò la tragedia a Rocca Salimbeni.

La pista della valigetta e il contatto nel cellulare

Al centro delle verifiche della Commissione vi è il ritrovamento di una valigetta riconducibile al gruppo criminale guidato da Grande Aracri. All’interno del bagaglio sarebbe stato individuato un titolo di credito contenente una numerazione telefonica, coincidente con una voce registrata all’interno della rubrica del cellulare di David Rossi la sera del suo precipizio.L’audizione del boss punta a chiarire la natura di quel legame indiretto, analizzando gli snodi finanziari e le reti relazionali della cosca radicata tra Emilia-Romagna e Lombardia per stabilire se vi siano stati contatti o sovrapposizioni tra il clan e l’ambiente dirigenziale della banca senese.