Nel calcio le squalifiche si misurano quasi sempre in giornate. Una, due, cinque partite. In Brasile, invece, un difensore non sa ancora quando potrà tornare in campo. Per conoscere la durata della sua sanzione dovrà aspettare che guarisca l’avversario che ha infortunato. È una decisione destinata a far discutere quella presa dalla Corte Superiore di Giustizia Sportiva brasiliana nei confronti di Victor Gabriel, difensore dell’Internacional di Porto Alegre, sospeso fino al ritorno agli allenamenti dell’attaccante del Cruzeiro Gabriel Pec, vittima di una gravissima frattura della tibia.

La curiosa vicenda risale al 23 luglio, durante la sfida di Serie A brasiliana tra Internacional e Cruzeiro. Al 13esimo minuto del secondo tempo, Victor Gabriel interviene con decisione su Pec. Il contrasto è durissimo. L’arbitro estrae il cartellino rosso, mentre l’attaccante lascia il campo in lacrime. Gli esami successivi confermano il peggiore dei sospetti: frattura della tibia della gamba sinistra e intervento chirurgico necessario. Per Pec, al debutto con la maglia del Cruzeiro, la stagione termina qui.

È proprio la gravità dell’infortunio ad aver spinto il tribunale sportivo a non limitarsi alla normale squalifica prevista dal regolamento. I giudici hanno applicato l’articolo 254, comma 3, del Codice brasiliano di giustizia sportiva, una norma poco conosciuta che consente di estendere la sospensione del responsabile quando un “intervento violento grave” impedisce all’avversario di tornare in campo. In questi casi il giocatore può restare fermo fino al rientro dell’infortunato agli allenamenti, con un limite massimo fissato a 180 giorni.