di
Vincenzo Brunelli
Concluso il processo civile di primo grado, il cantante potrà fare appello. Le canzoni risalgono agli anni Novanta
Gigi D'Alessio ha perso il primo round giudiziario, per alcuni diritti dei suoi primi sei album, contro la sua prima casa discografica, la Zeus srl di Napoli. Il noto artista napoletano agli inizi degli anni '90, esattamente tra il 1992 e il 1998, aveva collaborato con la società Zeus Record srl per la realizzazione di 6 dischi, i primi della sua carriera che poi è decollata raggiungendo traguardi di altissimo livello e pregio. I suoi primi dischi li aveva incisi a Napoli: "Lasciatemi cantare" (1992), "Scivolando verso l'alto" (1993), "Dove mi porta il cuore" (1994), "Passo dopo passo" (1995), "Fuori dalla mischia" (1996) ed "È stato un piacere" (1998).
Nello stesso periodo, stando al resoconto processuale, aveva sottoscritto con una società, sempre collegata a Zeus, contratti di edizione musicale, e relativi bollettini Siae, per tutte le opere contenute in tali album. Il cantante partenopeo aveva successivamente citato in giudizio il suo ex editore, chiedendo al Tribunale di Napoli di annullare o risolvere i contratti d'edizione, sostenendo “la mancanza di rendiconto, l'assenza di compensi specifici per i diritti di sincronizzazione (come l'abbinamento dei brani alle immagini cinematografiche o televisive) e una presunta inerzia della società nella promozione delle sue opere”. I giudici napoletani hanno chiarito in sentenza, invece, che il contratto di edizione musicale non è un mandato, bensì un accordo di cessione dei diritti di sfruttamento economico dell'opera. Di conseguenza, la legge non impone all'editore un obbligo di rendiconto periodico “se questo non è stato espressamente concordato dalle parti”. I contratti stipulati tra Gigi D'Alessio e Zeus srl quindi sono stati ritenuti perfettamente validi ed efficaci, in quanto prevedevano una controprestazione economica ben precisa, abbinata alle percentuali sui "diritti di pubblica esecuzione e fonomeccanici" regolarmente denunziati e ripartiti tramite la Siae. I giudici Forziati, Colandrea e Trotta, del Tribunale di Napoli, nella sentenza di primo grado, pubblicata nei giorni scorsi, hanno dunque rigettato sia la richiesta dell'artista di rientrare in possesso dei diritti Siae con restituzione degli incassi, sia la domanda dell'ex editore che chiedeva a sua volta la condanna del cantautore per lite temeraria.






