Bologna, 29 luglio 2026 – La Procura di Bologna ha aperto ufficialmente un fascicolo con 12 indagati per gli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine andati in scena la sera del 20 luglio, come protesta per la morte di Abderrahim Fakir, il 42enne morto il giorno prima nel rione Pilastro durante un fermo della polizia.
L'indagine è affidata al pm Stefano Dambruoso e gli indagati sono accusati, a vario titolo, di resistenza a pubblico ufficiale, travisamento e danneggiamento. Tra questi c'è anche il 20enne che venne arrestato durante i disordini e poi rimesso in libertà il giorno successivo con un divieto di dimora nella Città metropolitana di Bologna su decisione della giudice Claudia Gualtieri, all'esito dell'udienza della convalida. Per lui il processo comincerà il 9 settembre.
Scontri dopo il presidio
Gli scontri con la polizia sono avvenuti nella notte del 20 luglio, dopo un presidio organizzato in piazza Nettuno dal sindaco Matteo Lepore. Tantissime persone si sono radunate in rispetto alla tragedia di Fakir, ma poi una frangia violenta (un numero esiguo rispetto ai partecipanti) ha iniziato una ‘guerriglia urbana’ di circa quattro ore spaccando vetrine, dando fuoco ad auto e lasciando scritte sui muri. I danni sono stati quantificati in circa 200mila euro.











