a
Nel 2025 si è registrato il record di vittime per gli attacchi antisemiti a livello globale degli ultimi trent'anni. Lo sostiene un rapporto pubblicato dall'Anti-Defamation League (Adl), un'organizzazione impegnata nella lotta contro l'antisemitismo. L'Adl ha registrato un totale di 20 vittime in attacchi avvenuti a Sydney (Australia), Manchester (Regno Unito) e nelle città statunitensi di Washington e Boulder, rendendo così il 2025 "l'anno più letale per la violenza antisemita contro la diaspora ebraica" dall'attentato dinamitardo di Buenos Aires del 1994 (che causò 85 vittime).
Gay Pride di Roma vietato agli ebrei. Anna Paola Concia: "Tradita la natura della manifestazione"
Nel corso dell'anno, l'organizzazione con sede a New York ha rilevato oltre 23mila episodi di antisemitismo nei sette Paesi oggetto del rapporto: Stati Uniti, Canada, Francia, Regno Unito, Germania, Argentina e Australia. Questi Paesi ospitano le più grandi comunità ebraiche al di fuori di Israele, rappresentando oltre il 90% della diaspora. Nel 2025, "il numero totale di episodi di antisemitismo nei Paesi del G7 è aumentato del 136% e quello degli episodi violenti del 97% rispetto al 2022 - l'anno precedente all'attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre", riferisce l’Adl. "L'antisemitismo non è più un picco passeggero; è la nostra nuova normalità", avverte l'organizzazione, esortando i governi a "smettere di reagire solo dopo che gli ebrei sono stati aggrediti e a iniziare ad adottare misure proattive" contro questa piaga. L'organizzazione auspica un aumento dei fondi per la sicurezza, "leggi più severe e piattaforme di social media che facciano rispettare le proprie regole".










