In Italia il tema dell'inserimento lavorativo delle persone appartenenti alle categorie protette riguarda un bacino significativo di lavoratori e rappresenta una delle sfide più rilevanti per le imprese.
La legge 68/1999 ha introdotto il principio del collocamento mirato, un modello che non si limita all'obbligo di assunzione, ma punta a individuare il miglior incontro possibile tra capacità della persona, competenze professionali ed esigenze organizzative dell'azienda.
La normativa prevede quote di riserva per i datori di lavoro pubblici e privati: un lavoratore con disabilità per le aziende tra 15 e 35 dipendenti, due lavoratori per quelle tra 36 e 50 dipendenti e una quota pari al 7% dei lavoratori occupati per le imprese con oltre 50 dipendenti.
Secondo la Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 68/1999, il sistema del collocamento mirato coinvolge ogni anno centinaia di migliaia di persone iscritte negli elenchi territoriali e registra un progressivo aumento degli avviamenti, pur con differenze significative tra territori e generi.
La Relazione evidenzia inoltre come restino centrali il rafforzamento dei servizi di accompagnamento, il matching tra competenze e posizioni disponibili e il superamento di un approccio puramente adempitivo da parte delle aziende.






