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Flavio Vanetti

Entrambe le formazioni hanno perso per una stoccata di scarto, 41-42 i ragazzi negli ottavi contro Israele e 44-45 le donne, opposte nei quarti alla Francia

HONG KONG - E venne, al Mondiale di scherma, il primo giorno senza medaglie dopo l’abbuffata di ori e argenti. «Day 5» delle lame a Hong Kong: è tutto da dimenticare anche se le sconfitte degli spadisti e delle sciabolatrici hanno valenze differenti a parità di verdetto: entrambe le squadre hanno perso per una stoccata di scarto, 41-42 i ragazzi negli ottavi contro Israele e 44-45 le donne, opposte nei quarti alla Francia, in quel momento ancora campione del mondo in carica (è stata poi detronizzata dall’Ungheria e confinata alla finale per il bronzo).

Ma mentre per le sciabolatrici si può parlare di un mezzo miracolo e di una disdetta, perché la zona medaglie è stata veramente a tiro ed è stata mancata per un soffio, nel caso degli spadisti la conclusione è che si tratta di un’occasione mancata. Al netto del valore di Israele - squadra solida e di qualità, a cominciare da Aaron Sarid, battuto da Simone Mencarelli nella recente finale del campionato europeo - gli azzurri hanno tirato sottotono. Si sono illusi dopo il 9-5 del primo turno di tre assalti e non sono stati capaci di prendere il largo. E non hanno avuto antidoti quando gli avversari hanno imposto il loro ritmo e la loro scherma (con la vittoria in tanti contrasti ravvicinati). La svolta nel secondo giro: le sconfitte di un Galassi spento come nel torneo individuale (10-12 nel match con Sarid: punteggio inusuale) e di Mencarelli (5-7 da Vilensky) hanno riportato la sfida in parità (26-26). Da quel momento in poi si è visto un equilibrio più orientato però verso Israele, che ha tenuto sempre botta ai nostri. Davide Di Veroli è stato lasciato, nel turno di chiusura contro lo scattante Vilensky, sul 34-34. A 1’32’’ dalla fine si è portato in vantaggio (38-26), ma non ha allungato ed è anzi stato ripreso e superato (40-41) a 5” dal termine. Con azione disperata Davide - autore di una super-rimonta nel torneo individuale, concluso con l’argento - ha acciuffato la parità. Ma nell’overtime, costretto ad attaccare perché il sorteggio aveva assegnato la priorità all’avversario, ha incassato la stoccata di Vilensky, uscito vittorioso dall’ennesimo corpo a corpo. E’ giusto dire che da questa squadra ci si aspettava ben di più, tuttavia ci si consola pensando che l’ultima giornata del Mondiale, giovedì 30 luglio, dovrebbe riservare nuova gloria almeno con le fiorettiste, essendo invece gli sciabolatori - a dispetto del rango di campioni in carica - stavolta solo degli «underdog».