“Ciao, fratello. Come stai? Hai un paio di minuti per parlare? Intanto mandami le coordinate del nostro fondo, poi ci sentiamo. Serve un conto in valuta estera”. E’ il 1° marzo 2022, l’invasione russa è iniziata da appena 5 giorni e una sede diplomatica ha appena comunicato l’arrivo di 17,2 milioni di dollari di donazioni internazionali. A parlare così al telefono è Oleksandr Bankov, all’epoca segretario di Stato – il più alto funzionario amministrativo – del ministero degli Esteri. All’altro capo del telefono c’è il responsabile di una ong, che secondo l’Ufficio nazionale (Nabu) e la Procura speciale anti-corruzione (Sapo) è stata usata dal braccio destro dell’allora ministro Dmitri Kuleba per sottrarre e poi riciclare oltre 37 milioni di grivne – 1,28 milioni di dollari – di contributi raccolti all’estero per sostenere l’Ucraina.

A inizio 2022 Bankov ricopre uno degli incarichi più delicati dell’amministrazione ucraina. E’ il principale collaboratore di Kuleba al vertice della struttura burocratica della diplomazia, responsabile del funzionamento del ministero, del personale e della rete diplomatica. Quando Kuleba lascia l’incarico nel settembre 2024, Bankov resta al suo posto anche sotto il nuovo ministro Andrii Sybiha – ancora in sella anche dopo l’ultimo rimpasto di governo deciso da Volodymyr Zelensky -, e continua a svolgere le stesse funzioni per circa sette mesi. Insieme a lui sono indagati l’ex capo del suo ufficio, il responsabile dell’ong indicata come destinataria delle donazioni e la contabile della stessa ong.