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Adriana Logoscino e Virginia Piccolillo

Tajani annuncia la richiesta. FdI cauta, la Lega insorge. Poi il ministro precisa: ne utilizzeremo da 6 a 8

ROMA - «I fondi Safe? Alla fine ne verranno confermati 6-7-8-9 miliardi». A sera il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ridimensionava così la bufera politica scatenata dalle sue dichiarazioni sui 14,9 miliardi del fondo europeo Safe. «Ho detto prenotati. Niente di nuovo», precisava il vicepremier per placare l’ondata di piena di reazioni leghiste, allineate con Vannacci, che avevano seguito il suo annuncio dell’utilizzo di quel prestito vincolato: «L’ultima parola spetta al Parlamento».

Uno scenario di scricchiolii della maggioranza che avrebbe fatto godere molto le opposizioni se ieri non avessero avuto il loro giorno di pena a cercare un’impossibile linea unica sulle missioni internazionali. E infatti, come da copione, la maggioranza ha accolto la deliberazione del governo che ne fa partire tre nuove e le opposizioni hanno presentato cinque diversi documenti: uno per ciascuna forza politica (Pd, M5S, Avs, Iv e Azione). Cui si è aggiunto il sesto dei vannacciani. Tutti bocciati. A dividere il cosiddetto Campo largo, ancora e sempre, l’Ucraina. A favore dell’impegno per Kiev il Pd. Mentre Avs e M5S confermano il loro no.