Il presidente ucraino: la Russia perde 30 mila soldati al mese. Ma il consigliere dell'ex ministro della Difesa lo attacca: «Quando il potere non ascolta il Paese e non comunica, apre una crisi»
Il presidente della Russia Vladimir Putin «sta perdendo 30 mila soldati al mese. Sono molte perdite, ma non vuole fermare questa guerra. Ma l’iniziativa non è più nelle sue mani». Volodymyr Zelensky ha parlato oggi in un’intervista a Fox News mentre era a Washington per incontrare Donald Trump e partecipare al funerale di Lindsey Graham, senatore statunitense filo-ucraino. Il Senato Usa in sua presenza ha approvato nuove sanzioni contro la Russia. Intanto però Serhii Sternenko, attivista e consigliere di Mykhailo Fedorov al ministero della Difesa, dice che il ministro della Difesa è stato licenziato perché «colpiva certi interessi». E che «gli ucraini non conoscono le vere ragioni della decisione di Zelensky e questo alimenta sfiducia. Quando il potere non ascolta il Paese e non comunica, apre una crisi».
«Chiediamo ogni giorno che questa guerra si fermi, o quantomeno di negoziare un cessate il fuoco per un certo periodo, e di dare ai diplomatici l’opportunità di negoziare. Ma Putin non lo vuole. Ecco perché dobbiamo rispondere, essere duri, essere forti. Non solo noi. Contiamo sulle sanzioni», ha detto ancora Zelensky a Fox News. Il presidente ucraino ha anche fatto sapere di aver ottenuto le licenze per i caccia intercettori Patriot, vitali per la difesa aerea di Kiev, dal suo omologo americano durante il loro incontro alla Casa Bianca. «Ha accettato di darci le licenze, e poi ho avuto un incontro con i rappresentanti del settore produttivo, di importantissime aziende militari statunitensi, Spero che riusciremo a stipulare un accordo di coproduzione». Da parte sua, Trump ha dichiarato sulla sua piattaforma Truth Social che l’incontro con il presidente ucraino «è andato molto bene».









