L’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei) e l’Associazione nazionale partigiani italiani (Anpi), hanno raggiunto "significativi punti di convergenza" sul comune valore dell’antifascismo ma anche la "riconferma del diritto della componente ebraica alla partecipazione in sicurezza alle celebrazioni del 25 aprile contrastando scelte e comportamenti divisivi di qualsiasi natura e da qualsiasi parte".
L’intesa è il frutto di un dialogo, faticoso a tratti come conferma la stessa presidente della Comunità ebraica Livia Ottolenghi, iniziato dopo le tensioni legate all’ultimo 25 aprile quando c’erano stati scambi di accuse tra la Comunità ebraica di Milano e l’Anpi per la presunta cacciata della Brigata ebraica dal corteo milanese: "L’Anpi è dietro tutto questo perché sin dall’inizio aveva detto ‘no agli ebrei al corteo’" aveva sotolineato il presidente della comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi.
E anche gli spari con una pistola softair contro due manifestanti dell’Anpi da parte del giovane romano Eitan Bondì nella Capitale, avevano ulteriormente esacerbato il clima. "Ci sono stati scambi duri, anche rimanendo ognuno su alcuni aspetti sulle proprie posizioni - conferma Ottolenghi spiegando il raggiungimento dell’intesa - però siamo riusciti a dimostrare che il dialogo è possibile anche quando ci sono divergenze e per questo c’è una certa soddisfazione, la riconferma del diritto alla partecipazione in sicurezza al 25 Aprile purtroppo sembra scontato, ma non lo è".







