Stava giocando con il monopattino: da lunedì sera è ricoverata in terapia intensiva al Santobono. Ore di apprensione nel basso Cilento per le condizioni di salute della bimba di otto anni rimasta gravemente ferita mentre si divertiva con le sue amichette davanti a casa dei genitori. La piccola era alla guida di un monopattino e per cause ancora in corso di accertamento, è caduta. Secondo una prima ricostruzione, avrebbe sbattuto con la gola sul manubrio. Un impatto violentissimo che avrebbe causato la perforazione della trachea e un grave trauma anche al petto. La corsa all’ospedale di Vallo della Lucania è stata angosciante. I medici l’hanno stabilizzata e, vista la delicatezza del quadro, hanno disposto il trasferimento d’urgenza a Napoli in eliambulanza. La bambina è ricoverata nel reparto di terapia intensiva pediatrica del Santobono. Le sue condizioni restano gravi ma stazionarie. A Celle di Bulgheria è calato un velo di silenzio. La comunità è sospesa, in trepidante attesa di notizie. Una vicenda che ha colpito profondamente il piccolo centro, dove tutti si conoscono. La mamma della bambina è originaria di Sapri. Il papà è di Celle di Bulgheria ed è molto conosciuto in paese: gestisce un frantoio e gode della stima di tutti. Sul posto, come avviene in questi casi, sono intervenuti anche i Carabinieri per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente. Si parla di una caduta accidentale, senza escludere l’ipotesi secondo cui a causarla sia stata la rottura del manubrio del monopattino. La bambina sarebbe finita a terra con violenza. Il corpo è scivolato in avanti e la gola ha sbattuto in pieno sul manubrio. È lì che è successo tutto. Un colpo secco, durissimo. Il manubrio avrebbe colpito la parte anteriore del collo. La trachea, fragile a quell’età, non ha retto. Una lesione che avrebbe compromesso da subito la respirazione. Al trauma alla gola si è aggiunto un forte colpo al petto. «È stato un attimo - racconta qualcuno - stavano giocando tranquilli davanti casa. Poi l’urlo, la paura, la corsa in ospedale». Intanto a Napoli i medici stanno facendo il possibile. La piccola è sedata e monitorata 24 ore su 24. «Ci vorrà tempo ma la bambina ce la farà»: dice chi ha a cuore le sue sorti e non perde occasione per informarsi sul suo stato di salute. Chi conosce la famiglia trattiene il respiro e si stringe attorno ai genitori. Preghiere, messaggi e visite a casa per portare una parola di conforto. I genitori non si staccano: avanti e indietro da Celle al Santobono, pur di far sentire la loro presenza alla bambina. Adesso la speranza è una sola: riascoltare quella vocina ridere nel cortile di casa.