In queste giornate d'estate, che saranno ricordate per il caldo torrido, si può camminare a lungo protetti dagli alberi pronti a fare da scudo. E perdersi ammirando la bellezza della natura e i cavalli al pascolo. Un percorso nel parco della fabbrica di polveri da sparo voluta a metà dell'Ottocento da Ferdinando II di Borbone a Scafati. Riaperto da oggi.

Quindici ettari che sin da subito ospitano due statue della pop art di Colbert distribuite qua e là tra la natura. E nelle stesso tempo rievocano mezo secolo di storia.

"Un luogo aperto alla comunità, riutilizzato grazie ad una partnership pubblico-privata a cui siamo arrivati attraverso un bando", spiega il direttore del parco archeologico Gabriel Zuchtriegel. E c'è già un programma di iniziative fino a luglio 2027. "C'è qui un grande lavoro di anni. Il primo momento che ricordo è il 2021, si scoprì che qui tra i rovi c'era una enorme piantagione di marijuana e poi è sempre stata una discarica. E sono stati continui i tentativi di farla tornare tale", racconta Zuchtriegel.

L'apertura del Parco costituisce, percio', un ulteriore passo nel progetto di valorizzazione finalizzato a restituire alla collettività un’area rimasta a lungo chiusa, in attesa della riqualificazione. L'attuale concessione interessa una porzione di circa 4,6 ettari all'interno di un'area complessiva di 15 ettari, situata in una posizione strategica tra Napoli e Salerno, a pochi chilometri dal Parco Archeologico di Pompei.