Il gip di Catania, Stefano Montoneri, ritenendo attenuate le esigenze cautelari, ha revocato la misura della custodia in carcere per un appartenente alla Guardia di finanza arrestato il 12 giugno in flagranza dai colleghi con l’ipotesi di induzione indebita a dare o promettere utilità.
Il 49enne, secondo l’accusa, avrebbe incassato 4.000 euro come rata di un pagamento per un presunto intervento volto a ridurre cartelle esattoriali a favore di un commerciante di Acireale. Accogliendo l’istanza del difensore, l’avvocato Francesco Messina, il giudice ha disposto la scarcerazione, applicando l’obbligo di soggiorno e di presentazione alla polizia giudiziaria.
Le indagini, coordinate dalla Procura distrettuale di Catania guidata dal procuratore capo Francesco Curcio, delineano un quadro più ampio. Attraverso attività tecniche, pedinamenti e testimonianze, sarebbe emerso un abuso sistematico di poteri e funzioni.
Nel mirino, secondo gli inquirenti, operatori economici di Adrano, Acireale e di altri comuni pedemontani, ai quali veniva prospettata un’agevole, quanto illecita, “via d’uscita”: evitare i controlli fiscali, ottenere ispezioni con “esito regolare” o intervenire per ridurre le cartelle esattoriali, in cambio di denaro o altre utilità.






