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Dopo essere diventato nel 2017 il primo sindaco eletto direttamente della Greater Manchester, Andy Burnham ha lasciato l'incarico per assumere la guida del governo britannico, diventando il settimo primo ministro del Regno Unito dal referendum sulla Brexit. Pur avendo abbandonato la carica di sindaco, Burnham non ha voltato le spalle a Manchester: al contrario, ha promesso di creare una Downing Street del Nord e di fare della città il laboratorio del rilancio del Paese. Quanto delle trasformazioni negli ultimi nove anni si rifletterà nelle politiche del suo governo? Nell’ultimo decennio la Greater Manchester, che conta oltre tre milioni di abitanti, ha registrato uno dei tassi di crescita più elevati del Regno Unito. Tra i progetti simbolo c'è la Bee Network, il sistema integrato di autobus e tram in cui gli operatori privati gestiscono i servizi tramite franchising, mentre le autorità locali mantengono il controllo su tariffe, orari e percorsi. Forte di questa esperienza, Burnham ha annunciato che dal 1° gennaio 2027 la maggior parte delle tariffe degli autobus in Inghilterra sarà limitata a 2 sterline, grazie a un piano da 500 milioni di sterline, finanziato attraverso una riallocazione di fondi pubblici dal Dipartimento per la Sicurezza Energetica. Burnham intende estendere il principio di un maggiore controllo pubblico anche a settori come energia e acqua, senza necessariamente ricorrere a una nazionalizzazione completa. È il caso di Thames Water, il principale operatore idrico britannico, ora in grave crisi finanziaria. Dopo che Burnham ha ventilato l’ipotesi di un intervento pubblico, i creditori dell'azienda hanno proposto al governo una golden share. Leggi anche: Regno Unito, perché il Gilt al 5% può essere un’opportunità per gli investitori italiani. Cosa aspettarsi da Andy Burnham Un obiettivo dichiarato è il contrasto al caro vita Tra le prime misure annunciate figura il taglio dell’Iva sulle bollette dell’elettricità dal 1° ottobre, che secondo il governo consentirà un risparmio medio di circa £45 l’anno per famiglia. La misura ha però già suscitato critiche: secondo gli oppositori favorirebbe soprattutto chi consuma più elettricità, offrendo benefici limitati alle famiglie a basso reddito che dipendono principalmente dal gas per il riscaldamento. Non mancano poi le polemiche sulle coperture finanziarie. Burnham ha indicato come fonte di risparmio la cancellazione del progetto di carta d’identità digitale obbligatoria, ma alcuni esponenti del precedente governo sostengono che il programma non fosse mai stato finanziato. Il fenomeno dei senza dimora Il nuovo primo ministro punta inoltre a trasferire a livello nazionale le politiche adottate a Manchester contro il fenomeno dei senza dimora. Da sindaco aveva promesso di risolvere il problema entro il 2020, un obiettivo che non è stato raggiunto. Dopo i primi risultati positivi, il numero delle persone senza fissa dimora a Manchester è tornato a crescere per quattro anni consecutivi, una tendenza che le autorità locali hanno attribuito alle politiche dei governi centrali. La devoluzione dei poteri sarà quindi uno dei pilastri della sua amministrazione. Burnham sostiene che la maggiore autonomia concessa alle autorità locali abbia contribuito ai successi di Manchester. Resta però da capire se Burnham riuscirà a tradurre questa visione su scala nazionale, conciliando le sue ambiziose promesse con i vincoli di bilancio che si è impegnato a rispettare e con gli obiettivi fissati dal manifesto laburista del 2024. *Giornalista presso la redazione inglese di Swissinfo (Società Svizzera di Radiotelevisione)