| 28 Luglio 2026 14:02 |

4 minuti per la lettura

(Adnkronos) – La Medicina di laboratorio costituisce uno dei pilastri del Servizio sanitario nazionale: “Oltre il 70% delle decisioni cliniche si basa, infatti, sui risultati degli esami, che rappresentano le prestazioni più richieste dai cittadini, per questo è necessario armonizzarne i costi”. In occasione del completamento del percorso di valorizzazione economica dei Lea (Livelli essenziali di assistenza), la cui conclusione è prevista entro fine settembre, Sibioc, Società italiana di biochimica clinica e biologia molecolare clinica – Medicina di laboratorio, presenta il primo studio nazionale sull’applicazione del Nuovo nomenclatore tariffario, introdotto nel 2024, per evidenziare la necessità di un’allineamento delle tariffe, valutato attraverso un percorso verificabile e riproducibile, in grado di mostrare eventuali disomogeneità organizzative.

“L’iniziativa nasce dalle evidenze emerse durante la II Strategic Conference Sibioc e rappresenta il primo passo di un percorso scientifico volto a promuovere l’armonizzazione della Medicina di laboratorio e avviare una riflessione sull’evoluzione dei modelli di finanziamento della diagnostica – spiega Sabrina Buoro, presidente Sibioc – La tavola rotonda dedicata alle delegazioni regionali, coordinata da Maurizio D’Amora, ha evidenziato una significativa eterogeneità dei modelli organizzativi della Medicina di laboratorio nelle diverse realtà regionali. La Medicina di laboratorio richiede, oggi più che mai, strumenti condivisi di governo, valutazione e programmazione. In questo contesto, Sibioc ha ritenuto strategico offrire un contributo operativo per il Sistema sanitario, promuovendo una analisi scientifica finalizzata a fornire elementi oggettivi di supporto alle future decisioni istituzionali. Il nostro intento non è richiedere o operate una revisione generalizzata, ma promuovere una riflessione sui modelli di remunerazione e strutturazione delle prestazioni”.