Libero QuotidianoBlogBandiera giallaIl Mondiale dei sabotatoriLeonardo FilomenoLa collaborazione con Libero dal 2010. Ritratti ed interviste diventano presto la sua specializzazione, tra ritmi in 4/4 e immaginario popolare. La passione per rombi e motori risale ai tempi di Barrichello & Schumi. Nel 2019 stila la sua prima Pagella durante il GP di Austin. Diventeranno tante. A questo blog il compito di raccoglierle tutte.2' di letturaCinque Gran Premi sono abbastanza per capire una cosa: in Formula 1 gli avversari esistono ancora, ma il nemico più pericoloso spesso sta dall'altra parte del muretto. O dentro il cofano.

Antonelli continua a guidare il Mondiale come se avesse dieci anni di esperienza, ma Barcellona e Silverstone gli ricordano che una Mercedes può trasformarsi nel peggior rivale del proprio pilota. Spa gli restituisce ciò che il circuito inglese gli aveva negato, l'Ungheria gli consegna un podio costruito con velocità e controllo. Intanto Russell alterna partenze sbagliate, ritiri e rincorse: il titolo ormai sembra vederlo soltanto sulle slide del debriefing.

Ferrari è il capolavoro dell'incompiuto. Vince a Silverstone, sfiora il bis a Spa, arriva in Ungheria con l'aria della favorita e chiude quarta e quinta. Tre giorni per passare dalla soluzione al problema. Un record di efficienza, ma al contrario. E se Inghilterra e Belgio hanno riportato in primo piano il vero Leclerc, Hamilton riesce nell'impresa di litigare con commissari, strategie e cronometro in tre gare consecutive.