Arrestati il 18 luglio scorso a Miami dagli agenti federali statunitensi in esecuzione di un mandato collegato alla richiesta di estradizione presentata dalle autorità britanniche,Andrew e Tristan Tate, fratelli-influencer da milioni di follower, rimarranno in carcere negli Usa almeno altre due settimane, in attesa della prossima udienza. ll magistrato Lauren Louis ha fissato un'udienza di convalida dell'arresto per il 13 agosto, al fine di stabilire se i due debbano rimanere in carcere o essere rilasciati per quello che potrebbe essere un processo di estradizione lungo mesi. Continuano, infatti, con determinazione a opporsi all'estradizione nel Regno Unito, dove devono rispondere di 59 capi d’accusa: stupro, tratta a scopo di sfruttamento sessuale, aggressioni e, per Andrew, reati legati a immagini indecenti di minori e pornografia estrema.
I fratelli non erano presenti in tribunale. A parlare, dopo l'ultima udienza, i loro legali che hanno dichiarato di volere che il governo statunitense consegni i documenti presentati dalle autorità britanniche per ottenere il loro arresto. «Non hanno altro che accuse», ha affermato l'avvocato Joseph McBride. «Al momento è solo la loro parola contro la nostra» ha sentenziato. «Il Regno Unito ha tempo fino a metà settembre per consegnare tutto il materiale al Dipartimento di Stato», ha chiarito l’avvocato statunitense Alejandra Lopez. Jackie Perczek, sempre del pool difensivo, ha affermato in aula che i Tate hanno dimostrato di non avere intenzione di fuggire, tornando in Romania ogni mese dopo essere stati accusati lì di aver adescato donne a scopo di sfruttamento sessuale. Gli ex kickboxer professionisti, che hanno costruito un impero fondato su ricchezza ostentata, violenza, culto della mascolinità e misogina, sono diventi due delle figure più controverse e seguite del web. La loro saga legale internazionale ha toccato Stati Uniti, Gran Bretagna e Romania. Loro hanno ripetutamente negato ogni addebito.








