A Viareggio, storica capitale della nautica italiana, si gioca da qualche anno una partita che dice molto sullo stato di salute del comparto yacht made in Italy. Next Yacht Group, il gruppo che riunisce sotto un’unica regia i marchi Maiora e AB Yachts, ha chiuso il 2025 con numeri che in un mercato non sempre facile per il segmento del lusso hanno il sapore della controtendenza: dieci vendite, sei varie, quattro consegne e quattro nuovi progetti lanciati. Cifre che, più che una crescita esplosiva, raccontano la strategia di un attore che ha scelto di consolidarsi prima di rincorrere la scala.
Due anime, una sola azienda
Il tratto distintivo del gruppo è la convivenza calcolata di due identità opposte. Maiora interpreta l’idea più classica e “abitativa” della barca di lusso, fatta di spazi, materiali e un’estetica pensata per la vita a bordo prima ancora che per le prestazioni. AB Yachts, all’opposto, punta su potenza e velocità: il varo dell’AB 95S, capace di toccare i 53 nodi, e il debutto dell’ammiraglia AB 130 segnalano l’ambizione di competere anche nel segmento più tecnico e performante del mercato. Tenere insieme due linguaggi di prodotto così diversi non è solo una questione di marketing: è una scommessa organizzativa, perché significa gestire filiere produttive, target di clientela e cicli di sviluppo differenti sotto lo stesso tetto societario, senza che nessuno dei due brand annacqui l’identità dell’altro.








