Le indagini sull'attentato a Sigfrido Ranucci vanno di pari passo con lo scontro politico. Giorgia Meloni ha scelto i social per attaccare Elly Schlein, chiedendole di fatto delle scuse pubbliche per come, secondo la premier, la segretaria del Partito democratico avrebbe insinuato per mesi una correlazione tra le destre al governo e le minacce per i giornalisti. Le dichiarazioni in merito della segretaria dem risalgono a ottobre 2025. Quando un ordigno esplosivo è stato fatto esplodere davanti all'abitazione di Ranucci a Pomezia, alle porte di Roma, Schlein aveva commentato dicendo: "La libertà di espressione è a rischio quando l’estrema destra è al governo".Ma la più recente ricostruzione dei fatti giudiziari allontanerebbe l'ipotesi di un mandante legato in qualche modo all'esecutivo. Nel registro degli indagati è stato iscritto il nome dell'imprenditore ed ex giornalista-editore Valter Lavitola, ritenuto dagli inquirenti il presunto mandante dell'azione insieme a un'altra persona. A Lavitola vengono contestati, in concorso con i quattro arrestati e con Gomes Clesio Tavares - cittadino camerunense di 47 anni considerato l'intermediario tra l'imprenditore e gli esecutori materiali - i reati di strage e associazione di tipo mafioso. Insomma, secondo Meloni, ora Schlein dovrebbe "chiedere scusa". Ma la dem, ospite di L'Aria che tira su La7, ha detto di non aver mai stabilito un collegamento diretto tra governo e mandanti dell'attentato. È questa negazione ad aver fatto scattare la un'altra reazione della premier, che in un lungo post sui social ha messo in fila le due dichiarazioni - quella di Amsterdam e quella televisiva - accusando Schlein di essersi contraddetta. Per Meloni, la segretaria del Pd e altri esponenti della sinistra avrebbero costruito "per mesi" un racconto di allusioni e insinuazioni, arrivando a proiettare un'ombra sul governo e sull'Italia davanti a una platea internazionale. Ora che l'inchiesta ha escluso un coinvolgimento dell'esecutivo, scrive la premier, chi ha alimentato quel sospetto dovrebbe riconoscere l'errore invece di negare di averlo fatto: le parole, sottolinea, "hanno un peso", comprese le allusioni.Nel suo intervento su La7, Schlein ha spiegato che il riferimento all'estrema destra al governo non riguardava un'accusa diretta all'esecutivo italiano, ma la necessità di difendere la libertà di stampa "in ogni Paese", visto il rischio maggiore corso da chi fa quel mestiere in contesti politici ostili al giornalismo. Anche sui suoi canali social Schlein ha risposto alle parole di Meloni con un contrattacco. "Ho visto che la presidente del Consiglio mi ha attaccato - dice in un video pubblicato su Instagram - siccome non riesce a dare risposte al Paese offre una cosa più facile, che è un nemico al giorno. Oggi tocca a me".
Meloni attacca Schlein sul caso Ranucci: "Ha gettato ombre sul governo". Lei nega: "Parlavo della libertà di stampa"
In un post sui social la presidente del Consiglio si è rivolta alla segretaria dem: "Dovrebbe chiedere scusa". La risposta a tono: "La destra continuerà sempre










