L'attentato al Christopher Street Day di Berlino, costato la vita a una donna polacca e che ha provocato il ferimento di altre 29 persone, ha aperto un acceso dibattito in Germania sulla capacità delle istituzioni di prevenire il terrorismo di matrice islamista. Al centro delle polemiche c'è il percorso giudiziario e di monitoraggio del presunto attentatore, il 21enne Abdul B., da tempo noto alle forze dell'ordine e ai servizi di sicurezza.

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Secondo quanto emerso dalle ricostruzioni, il giovane aveva manifestato già da anni segnali di radicalizzazione, aveva tentato più volte di raggiungere lo Stato islamico e aveva diffuso materiale propagandistico dell'ISIS sui social. Nonostante questo, è stato giudicato secondo il diritto penale minorile e condannato a una pena sospesa, scelta che oggi viene duramente contestata da esperti e rappresentanti delle istituzioni.

Il percorso di radicalizzazione

Le indagini ricostruiscono una progressiva adesione all'estremismo islamista. Nel maggio 2025 Abdul B. tentò una prima volta di lasciare la Germania passando dalla Turchia con l'obiettivo di raggiungere la Mauritania e successivamente le aree controllate dallo Stato islamico.