Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciAllerta arancione che delude. È questo il sentimento dei lunigianesi che per domenica speravano in un po’ di fresco, e questa volta, vista la diramata allerta della Protezione civile della Regione Toscana della scorsa settimana che ha lasciato tutti a bocca asciutta, ci credevano davvero. E invece è andata diversamente. Qualche rovescio nella notte, sereno tutto il resto della giornata nella maggior parte della Lunigiana, e tante manifestazioni attese da mesi annullate per "dovere".

Interviene il sindaco di Zeri, che è stato costretto a cancellare la festa patronale: "La sicurezza dei cittadini deve rimanere la priorità assoluta, ma il sistema delle allerte meteo deve diventare più preciso e aderente all’effettiva evoluzione delle condizioni atmosferiche". Il primo cittadino esprime un forte disappunto nei confronti di un sistema che, a suo giudizio, risulta sempre più improntato a un eccesso di prudenza, con il rischio di trasferire sui sindaci il peso di decisioni particolarmente delicate.

"Comprendo – dice Petacchi – che le allerte rappresentino uno strumento fondamentale di prevenzione. Tuttavia, quando vengono emesse su aree molto estese e per periodi prolungati, senza una valutazione sufficientemente calibrata del rischio reale, le conseguenze ricadono inevitabilmente sulle amministrazioni locali. Oltre al fatto che si perde di credibilità rischiando così di fare più danni che altro, perché i cittadini finiranno con il non credere più agli avvisi mettendosi magari in pericolo quando effettivamente il rischio è tale".