«È stato Allah a comandarmi», «Allah mi ha mandato per uccidere delle donne». Così ha detto l’uomo di 31 anni che è stato arrestato per aver attaccato tre donne, con due coltelli da cucina, ieri mattina a Parigi. Ma, fanno sapere fonti vicine a chi sta svolgendo le indagini, la pista del terrorismo non è quella privilegiata: sembra che l’uomo soffrisse di disturbi psichici. Anche il ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez ha invitato a «rimanere molto prudenti riguardo alle motivazioni» dell'atto compiuto da un uomo che «pronunciava frasi sconnesse». Le tre donne, di 19, 24 e 36 anni «non sono in pericolo di vita, ma due di loro sono comunque in condizioni di urgenza assoluta», ha spiegato ancora il ministro.
Due giorni prima, a Berlino, un uomo alla guida di un furgone si era lanciato sulla folla che festeggiava il Pride, causando la morte di una donna e il ferimento di altre 29 persone. Il presunto autore dell’attentato, il ventunenne Abdul Ballout, ucciso dalla polizia durante l’operazione per la sua cattura, era già conosciuto dalle autorità tedesche ed era stato condannato a un anno e dieci mesi per aver tentato di unirsi all’Isis e aver fatto propaganda per l’organizzazione islamica. Si trovava, però, in libertà pre-vigilata il 25 luglio, il giorno dell’attentato. Aveva svolto due colloqui con il Violence Prevention Network (Vpn) di Berlino, l’ong finanziata in larga parte dallo Stato tedesco, specializzata nella prevenzione dell’estremismo e nei percorsi di allontanamento da ambienti radicali. Ieri avrebbe dovuto svolgere il terzo incontro necessario per la valutazione preliminare, al termine della quale – spiega il cofondatore del progetto Thomas Mücke al programma di approfondimento Tagesthemen – «avremmo detto che non soddisfaceva i requisiti per partecipare».










