Un’azione agghiacciante, di una violenza inaudita. Una tentata rapina finita col morto. Il tutto sulle scale del sottopasso di una stazione. Uno di quegli episodi che sicuramente immaginiamo possano accadere soltanto di notte e che invece è avvenuto in pieno giorno, alle 16,30 del pomeriggio. Il teatro di questo ennesimo orrore è la stazione ferroviaria Togliatti in via Collatina a Roma. La vicenda, anticipata da Repubblica, risale al 18 luglio scorso quando, alla polizia è arrivato un allarme per un uomo ferito a terra. A seguito delle indagini, gli agenti hanno arrestato nei giorni scorsi il presunto responsabile con l'accusa di tentato omicidio. Dopo il decesso dell'uomo, di origini nordafricane, il reato con ogni probabilità cambierà in omicidio. Ma che cosa era accaduto sulle scale del sottopasso della Togliatti. Ebbene, l’uomo che poi è stato arrestato, un cittadino gambiano di 28 anni, avrebbe intimato ad un altro uomo presente sulla banchina insieme ad un amico, di consegnargli soldi e cellulare e di dargli anche una sigaretta. Al rifiuto dell’uomo, il 28enne lo ha colpito con un pugno e subito dopo ha ha estratto un cacciavite con il quale lo ha ferito a gambe e braccia. La vittima dell’aggressione si è quindi data alla fuga gridando “aiuto” e nel frattempo, l’amico che si trovava con lui, Sannek Eba un cittadino egiziano di 30 anni, ha cercato di fermare l’aggressore e ha avuto la peggio. «Quando mi sono voltato ho visto il mio amico Mohammed con la testa aperta dai colpi di cacciavite di quell’uomo. Sanguinava dal naso, dalla bocca e anche dalle orecchie – racconta l’uomo che è riuscito a darsi alla fuga – Mi sono avvicinato e ho visto che non respirava più. Poi lo hanno portato all’ospedale ma le sue condizioni erano pessime». Mohammed Amdi, 20 anni, quel giorno è stato trasportato al Policlinico Umbero I, ma otto giorni dopo è morto. La polizia è risalita all'aggressore grazie a video delle telecamere di videosorveglianza e, soprattutto, alla testimonianza del sopravvissuto.