di
Flavio Vanetti
L'oro e l'argento a Hong Kong per il fioretto femminile sono il presente e il futuro della nazionale italiana
HONG KONG – Arianna era quasi del tutto afona, ultimo strascico dei guai di queste settimane e uno dei “regali” sgraditi ricevuti dal suo fisico nell’avvicinamento al Mondiale. A Martina, invece, quasi mancavano le parole, tanto era felice per la medaglia d’oro individuale finalmente arrivata. Ecco allora le parole delle due regine del fioretto azzurro. Frasi e pensieri in alternanza, com’è giusto che sia perché la finale necessariamente definiva una numero 1 e una numero 2. Ma per noi Martina e Arianna, la giovane e la veterana infinita, sono sullo stesso piano.
Martina Favaretto, domanda scontata ma necessaria: riesce a raccontare le sensazioni di questa “prima volta”?«Non so nemmeno descriverlo. Lo volevo tanto, questo titolo. E mi chiedevo se sarebbe mai arrivato: per due volte ero arrivata a un soffio dall’oro iridato, stavolta ci tenevo a conquistarlo. Sono felicissima».È più bello averlo vinto in un derby con un’italiana oppure avrebbe preferito battere una straniera?«È difficile dare una risposta. È sempre bello condividere il podio con una compagna di squadra. Però sia a livello emotivo sia sul piano tecnico sarebbe forse stato meglio vedersela con una straniera. Però è una gioia condividere il podio con Arianna Errigo».È un passaggio di consegne? Lei potrebbe essere una nuova Errigo oppure Arianna ha ancora tanto da dire, come tutti speriamo?«Oddio, non voglio pensarci. Mi sembra un po' troppo, non voglio addossarmi questo peso. Arianna è una leggenda. È una grandissima e infinita campionessa. Lo è ancora adesso: è il passato ma è anche e ancora il presente».Lei dice che questo oro mondiale lo aspettava da un po’. Ma se andiamo a vedere, Arianna il suo primo titolo iridato l’ha conquistato a 25 anni. E Valentina Vezzali ha rotto il ghiaccio a 25 anni e 7 mesi. Martina Favaretto, invece, di anni ne ha ancora 24…«Ma sono in vista dei 25, li compirò il 15 novembre…».











