Roma, 27 luglio 2026 – Due italiani su tre restano in città ad agosto. Scarsa disponibilità economica, cura di un familiare, salute, lavoro: è riconducibile a una (o più) di queste ragioni la scelta di restare in città nel mese principe dell’estate. Di fatto oltre il 30% delle famiglie italiane non può permettersi una settimana di vacanza lontano da casa, quota che sale al 33,2% fra le famiglie con un figlio minore e al 53,3% fra quelle con tre o più figli.

Lo studio

Numeri alla mano i residenti che trascorreranno un periodo di vacanza fuori casa nel mese di agosto 2026 sono circa 19 milioni: mentre quelli che restano in città sono circa 40 milioni, due su tre, se si considera una popolazione di 58,9 milioni di residenti. È quanto emerge dalla proiezione del Centro Studi Conflavoro, che per la prima volta misura come sistema economico l’Italia dei Rimasti. La forchetta della stima oscilla fra 37 e 42 milioni. Il dato è riferito al solo mese di agosto e non è confrontabile con le cifre riferite all’intera stagione estiva, che coprono quattro mesi e comprendono quindi molte più persone.

Capobianco: “Oltre 11 miliardi in un mese, è il Pil di agosto”

“Raccontiamo sempre l’Italia che parte, mai quella che resta, l’Italia dei caselli e dei check-in, mai quella dei balconi e dei cortili”, dichiara Roberto Capobianco, presidente nazionale di Conflavoro Pmi, associazione datoriale di riferimento per le micro e piccole imprese italiane. “Quasi quaranta milioni di italiani restano a casa e i loro soldi non si spostano: restano nel raggio di pochi chilometri dall’uscio, dal fruttivendolo al forno al bar all’angolo. Oltre undici miliardi in un mese, è il Pil silenzioso di agosto. Il negozio di quartiere non vive di turisti, vive di questa domanda: agosto non è il mese morto del commercio di vicinato, è il mese in cui la sua clientela naturale è tutta a casa”.