Nel primo pomeriggio di oggi, alimentato dal vento, un focolaio dell'incendio che ieri ha minacciato per diverse ore le pendici del Rocciamelone ha richiesto un nuovo dispiegamento sopra Mompantero delle squadre di pronto intervento. Ieri l'allarme è scattato poco dopo le 13. E subito, a Mompantero, si è temuto di rivivere l'emergenza incendi dell'ottobre 2017, quando le pendici del Rocciamelone sono state interessati per giorni da una serie di roghi boschivi devastanti, che hanno anche costretto ad evacuare dalle proprie abitazioni decine di persone. Il rogo partito dalle sterpaglie e l'intervento di 120 uomini Stavolta tutto ha avuto origine da un rogo di sterpaglie ai margini di frazione Marzano, sfuggito al controllo. In breve tempo diversi focolai subito a monte dell'abitato hanno cominciato ad estendersi risalendo il versante della montagna simbolo della Val Susa. Il tempestivo intervento delle squadre di emergenza ha scongiurato in poche ore che i centri abitati sulle pendici del Rocciamelone potessero essere minacciati direttamente dal fuoco. Ma è poi servito tutto il pomeriggio, e gran parte della serata, prima che l'opera sul fronte delle fiamme di oltre 120 uomini, tra volontari Aib e vigili del fuoco della Valle, potesse portare ad avere la meglio sul rogo. E le successive operazioni di bonifica per prevenire nuovi focolai sono andate avanti fino a notte. Il ringraziamento del sindaco Davide Gastaldo alle squadre Stamattina l'amministrazione del sindaco Davide Gastaldo ha voluto ringraziare pubblicamente gli uomini impegnati sul campo: «Dopo dodici ore di duro lavoro l'incendio sulla montagna è stato fermato. Ancora stamattina alcune squadre sono state impegnate nella bonifica, ma il peggio è passato grazie al lavoro di tante persone sempre pronte a mettersi in gioco per il territorio». Le fiamme tornano alle porte di Susa dopo l'incendio tra Oulx e Bardonecchia Tuttavia, a quindici giorni dall'incendio che per quasi ventiquattro ore ha tenuto impegnate sul campo tra Oulx e Bardonecchia, a monte delle frazione Beaulard e Royeres, decine di squadre di addetti all'antincendio boschivo, vigili del fuoco con autobotti giunte anche da Torino, oltre a due elicotteri e altrettanti Canadair, le fiamme si sono nuovamente affacciate questo pomeriggio nel paese alle porte di Susa. Sul versante del Rocciamelone che nell'autunno 2017 è stato interessato da un'emergenza andata avanti per oltre una settimana, mandando in fumo quasi 4 mila ettari di boschi, praterie e pinete secolari sui versanti tra Mompantero e Bussoleno, ogni incendio boschivo viene visto con timore. Siccità e vento alimentano il rischio di nuovi incendi boschivi Come allora, anche oggi la siccità prolungata è tra gli elementi chiave della velocità che rende le fiamme temibili: capaci di propagarsi facilmente tra la boscaglia. Dato l'estremo pericolo di rivivere l'incubo di nove anni fa, per limitare al massimo i danni ieri a Mompantero si è deciso quasi subito di richiedere anche l'intervento dei mezzi aerei. Con due elicotteri regionali inviati in aiuto delle squadre a terra, e successivamente anche con alcuni sorvoli e sgancio di acqua da parte dei Canadair, che hanno fatto rifornimento al lago del Moncenisio. La speranza degli addetti ai lavori è di domare anche l'ultimo focolaio entro la serata di oggi,.